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Dolcificante naturale stevia, proprietà e controindicazioni

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La stevia è un ottimo sostituto dello zucchero se si vuole mantenere la linea. Cerchiamo di scoprirne i benefici.

Per convenzione o per interesse delle industrie verso lo zucchero classico, siamo ormai assuefatti all’idea che quella polverina bianca, a noi tanto familiare, sia il condimento necessario per insaporire bevande e/o sfornati come dolci o biscotti.

Il nome scientifico è “saccarosio“, un disaccaride formato da una molecola di glucosio e una di saccarosio. La sua variante grezza, molto popolare da una trentina d’anni in qua, è in realtà più una moda che un’alternativa, dal momento che non presenta nessuna differenza sostanziale rispetto alla versione in polvere “semolata”.stevia

Per il suo alto contenuto calorico, oggi viene sempre più sostituito con altri tipi di edulcoranti, meno energetici e privi di glucosio, un carboidrato già abbondantemente presente in altri cibi, soprattutto in quelli tipici della dieta mediterranea.
Insomma non solo i diabetici prendono le distanze dallo zucchero, ma chiunque abbia a cuore la linea e la salute delle proprie arterie.
steviaIn realtà le sostanze dolcificanti sono un centinaio e di queste, almeno una decina si presterebbero all’uso quotidiano.
La saccarina, sintetizzata circa 150 anni fa, è certamente la più nota alternativa allo zucchero. Largamente utilizzata nella dieta di base dei diabetici, fu abbandonata per presunti danni collaterali alla vescica.

Il miele, al quale vengono riconosciute oltre al potenziale edulcorante, molte proprietà medicamentose, risulta di difficile impiego. Inoltre il contenuto in melassa è una variabile molto sensibile e differisce in base alle numerose qualità disponibili.
Altri dolcificanti naturali sono il fruttosio o levulosio, il destrosio, il sorbitolo, il mannitolo. Tra i sintetici ritroviamo i ciclamati, l’aspartame e l’acesulfame. Questi non stimolando la produzione di insulina, risultano pericolosi o addirittura dannosi.

Tutti presentano un potere dolcificante di molto superiore al saccarosio, anche centinaia di volte ma anche un notevole indice di esposizione a diverse forme di insulino-resistenza.

Stevia, di cosa si tratta

Esiste però in natura un dolcificante che sembra avre una marcia in più rispetto a tutti gli altri. E’ la stevia rebaudiana, unica variante delle circa 150 sottospecie di stevie presenti in natura, le cui foglie sono ricche di glucosidi.

steviaQuesti zuccheri naturali, specifici della pianta originaria del Sud America, sono in realtà un mix di tre composti: la stevoside, la rebaudioside A e la rebaudioside C. Questi le conferiscono un potere edulcorante 400 volte superiore al saccarosio.
Ormai largamente utilizzata negli USA, il suo consumo si sta incrementando anche in Europa e i riscontri positivi ne lasciano prevedere un futuro utilizzo routinario. Per assenza di calorie e di apporto glicemico è già diventata l’edulcorante di elezione per diabetici ed è impiegata nella produzione industriale di dolci e merendine, indicata in confezione con la sigla E960.  La Coca Cola la utilizza in sostituzione del glucosio nella versione light della nota bibita.
Al momento risulta priva di controindicazioni o di effetti collaterali, anche se la comunità scientifica in assenza di studi specifici, consiglia di non superare la soglia di utilizzo giornaliero di 4 mg per kg di peso corporeo.
Ma la sostenibilità dell’utilizzo della stevia e la sua tollerabilità, è testimoniata da millenni di utilizzo della stessa da parte degli antichi popoli del Sud America.

Tutte le proprietà della stevia

Le prime testimonianze in merito all’utilizzo della stevia rebaudiana, ci provengono infatti dai nativi indios dell’America meridionale.

Questi ne utilizzavano le foglie spremute per insaporire cibi e bevande, ma sfruttavano anche altre qualità della pianta. Erano a conoscenza delle sue proprietà benefiche sulla pelle in caso di dermatiti. In effetti le sono state poi riconosciute discrete proprietà antibatteriche.  Attualmente i glicosidi steviolici vengono impiegati anche in dermocosmesi, proprio grazie a tali proprietà, per la preparazione di prodotti per la cura della pelle. Gli Indios conoscevano anche il potere antiacido della stevia, oltre agli effetti rinfrescanti, digestivi e lassativi e attualmente le è stata attribuita anche un’azione antipertensiva.
In passato si è sospettata un’attività cancerogena di uno dei componenti della pianta, ma essendo il dosaggio di questo totalmente irrilevante nei confronti della composizione totale dei glucosidi, tale ipotesi è stata del tutto sconfessata.
Del resto è dal 2008 che la FDA ha dichiarato la piena sicurezza dell’uso della stevia in alimenti e bevande.

 

La stevia ha controindicazioni?

L’apporto calorico pari a zero in un edulcorante rappresenta una notevole conquista, tuttavia di ciò va tenuto ben conto e deve essere debitamente considerato. Soprattutto in caso di diabete o durante attività sportive dimagranti, un apporto di glucosio deve essere comunque garantito da altre fonti.

Se si sostituisce del tutto lo zucchero con la stevia, è bene informare il proprio medico e lasciarsi consigliare. Il rischio è costituito da un improvviso calo glicemico, che può determinare capogiri, perdita di equilibrio, tachicardia o semplicemente sonnolenza e calo dell’attenzione.

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